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Slow Mill nasce grazie al sostegno concreto del Comune di Milano, che ha messo a disposizione delle associazioni spazi pubblici attraverso bandi trasparenti e competitivi. L’associazione Dora e Pajtimit si è aggiudicata questo spazio nel quartiere Isola, uno dei quartieri simbolo della trasformazione urbana milanese: da ex periferia industriale a una delle 50 zone più “cool” del mondo secondo le principali classifiche internazionali.

In questo contesto popolare, vivo e in continua evoluzione, Dora e Pajtimit ha costruito uno spazio che la Diaspora albanese aspettava da oltre 30 anni: un luogo dove incontrarsi, produrre cultura, dialogare con la città e con le istituzioni, e sentirsi finalmente a casa.

Come ha ricordato il direttore artistico di Slow Mill, Besmir Rrjolli,
“Slow Mill è nato per essere un ponte: tra Albania e Italia, tra generazioni diverse, tra cultura popolare e istituzioni. Un luogo dove la comunità non è solo pubblico, ma protagonista.”

Eventi, festival e rappresentanza culturale

Nel corso degli anni, Slow Mill e Dora e Pajtimit hanno dimostrato una forte capacità progettuale e organizzativa, dando vita a eventi e format culturali di alto profilo.

Tra questi spicca Fjalafest, il primo festival della letteratura albanese in Italia, un progetto che ha portato a Milano scrittori, poeti, editori e intellettuali, creando uno spazio di confronto inedito per la cultura albanese fuori dai confini nazionali.

A questo si aggiunge la partecipazione, per due anni consecutivi, al Fuorisalone di Milano, la settimana del design più importante al mondo, durante la quale Slow Mill ha rappresentato l’Albania con progetti che hanno unito design, artigianato, narrazione e identità culturale.

Accanto ai grandi eventi, Slow Mill è anche uno spazio di convivialità quotidiana, di incontri informali, di relazioni costruite nel tempo. È proprio questa combinazione — qualità culturale e dimensione comunitaria — a renderlo un luogo credibile e riconosciuto anche dalle istituzioni.

Lingua, futuro e nuove generazioni

Uno dei pilastri del progetto è l’investimento sulle nuove generazioni. Fin dall’inaugurazione dello spazio, nel 2022, una delle prime attività avviate è stata l’apertura dei corsi di lingua e cultura albanese, oggi frequentati da bambine e bambini della Diaspora.

Un progetto reso possibile grazie all’impegno volontario delle insegnanti Diana Hanxhari e Fabiola Sali e al coordinamento di Alban Gjata, che con dedizione e competenza portano avanti un lavoro fondamentale: trasmettere la lingua come strumento di identità, appartenenza e futuro.

Un segnale forte per il futuro

La visita del Presidente della Repubblica d’Albania a Slow Mill non è solo un momento simbolico, ma un segnale politico e culturale forte: le istituzioni albanesi riconoscono il valore dei luoghi della Diaspora che operano con serietà, continuità e visione.

Per Dora e Pajtimit, questo momento rappresenta una tappa importante di un percorso più ampio, costruito insieme a soci, volontari, partner e donor, il cui sostegno ha reso possibile tutto questo. Slow Mill continua a crescere come spazio aperto, inclusivo e autorevole, capace di generare valore culturale e sociale per la comunità albanese e per la città di Milano.

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Dora e Pajtimit (Author)

Nel 2007, nella convinzione che per le comunità albanesi colpite dal terribile fenomeno del Kanun si può fare molto, moltissimo anche a livello sociale, abbiamo deciso di creare a Scutari una nuova associazione, chiamata Dora e Pajtimit (DEP), composta da giovani che risiedono nella città, nonché da giovani che studiano in Italia.

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